Sandro Lombardi @ Magnolfi Nuovo, Prato [dal 27 aprile su 6 maggio]

Sandro Lombardi


12
27
apr
 
- 6
mag
20:45 - 17:30

 Pagina di evento
Magnolfi Nuovo
via Piero Gobetti 79, 59100 Prato
Sandro Lombardi sarà ospite del Teatro Metastasio per 10 giorni con diversi spetacoli e con un evento speciale, ovvero le Piacevoli Conversazioni. Di seguito tutti gli appuntamenti divisi per date:

27/29 APRILE

IL RITORNO DI CASANOVA

di Arthur Schnitzler
traduzione, adattamento e regia FEDERICO TIEZZI
drammaturgia Sandro Lombardi e Fabrizio Sinisi
costumi Giovanna Buzzi
disegno luci Gianni Pollini

personaggi e interpreti
Giacomo Casanova Sandro Lombardi
Sottotenente Lorenzi Alessandro Marini

produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi

L’avventuriero veneziano, ormai giunto a 53 anni, stanco di avventure erotiche e nauseato dal suo passato di diplomatico da strapazzo, ha un solo desiderio: tornare nell’amata Venezia ma, proprio quando sembra che il suo sogno stia per realizzarsi, un vecchio amico lo trascina in una sua casa di campagna nei pressi di Mantova, dove Casanova incontra la giovane Marcolina, che riaccende il suo desiderio.
Lo sguardo che la donna gli rivolge, freddo e indifferente, lo getta però nella disperazione: si sente vecchio e ormai incapace di esercitare fascino. L’amaro sapore della sconfitta lo spinge a un estremo quanto folle tentativo: sospettando che la giovane sia in realtà l’amante di un bellimbusto, un certo sottotenente Lorenzi, fa di tutto per scoprire la verità e, avuta conferma ai suoi sospetti, una notte si sostituisce con l’inganno a Lorenzi. Avrà così l’amore desiderato della bella Marcolina attraverso l’inganno ma, dopo un sogno misterioso, al risveglio, la situazione precipita.
Il ritorno di Casanova è uno dei capolavori narrativi di Arthur Schnitzler, grande cantore della Vienna spumeggiante e feroce nel declinante Impero asburgico. In questo meraviglioso racconto del 1918 — ridotto ad opera teatrale attraverso l’artificio di far parlare Casanova in prima persona — si rivela la tragicommedia della coscienza moderna, sganciata dai valori della tradizione, attenta ai propri istinti e ai propri falsi valori, nel tentativo di sfuggire alla vecchiaia e alla morte. Il cuore del testo è quindi un freudiano scontro fra Amore e Morte, segnato dall’angoscia della fine di un’epoca 'felice'.

— 2/3 MAGGIO

PIACEVOLI CONVERSAZIONI con SANDRO LOMBARDI

Mercoledì 2 e giovedì 3 maggio, alle ore 19.00, i possessori di biglietto o abbonamento per Il ritorno di Casanova, Cleopatràs, Erodiàs, Mater Strangosciàs o di Box Sandro Lombardi possono partecipare alle Piacevoli Conversazioni con Sandro Lombardi.

Visto il numero limitato di posti, è consigliata la prenotazione entro il giorno precedente scrivendo a [email protected] o telefonando al numero 0574/27683.

Cosa sono le Piacevoli Conversazioni?
Le Piacevoli Conversazioni sono occasioni di incontro tra gli spettatori e l’artista, racconti 'disarmati' che il regista e gli attori faranno a partire dalle loro biografie artistiche. Un progetto di conoscenza per entrare in relazione con i segreti di un mestiere fatto di sogni e di ansie, impastato con la vita, e sempre in cerca di un linguaggio nuovo attraverso cui descriverla.
Le Piacevoli Conversazioni non sono incontri o lezioni, una parola chiave farà da filo conduttore a tutti gli appuntamenti.
Il dialogo con l’artista sarà quindi circolare, fatto di ascolto e condivisione.

— 4 MAGGIO

Sandro Lombardi legge
CLEOPATRÀS

di Giovanni Testori

In un teatrino di Lasnigo, cittadina brianzola situata tra folti castagneti ai piedi del Monte Oriolo, e con evidenza legata strettamente alla propria vicenda biografica, Giovanni Testori ambienta un attore che intona il pianto funebre di Cleopatra sul cadavere di Antonio. Seduta su un trono «di stile egizian-canturiese», come recita la didascalia, la regina inizia il suo lamento rievocando l’erotica sensualità dei capelli, delle orecchie, del naso e dei peli pubici di Antonio, e gli intensi profumi del suo corpo, sudori e orine compresi.
Così inizia Cleopatràs, il primo dei Tre lai, che Testori ha scritto negli ultimi mesi di vita. Pubblicati postumi nel 1994, questi Lai sono un testamento poetico, un’opera ultima e definitiva. La situazione è quella di una conversazione con la morte. Ma in questa dimensione estrema e disperata di congedo, in questo porsi di fronte alle domande fondamentali sul proprio destino ultimo, sorprendentemente i Tre lai innalzano un canto d’amore sfrenato per la vita.
In particolare, Cleopatràs tocca tutti i tasti del rimpianto per la perduta ricchezza della vitalità. L’elemento erotico è evidentemente fortissimo, ma in esso non si esaurisce la nostalgia per gli aspetti sensuali del mondo. Perché sono proprio gli elementi più concreti della vita a ossessionare la mente allucinata della morente: i cibi, le bevande, le vesti, le canzoni, le vacanze…
Inizialmente tutta rivolta all’amato Antonio, di tanto in tanto, durante il suo lamento, la «poera gaina Cleopatràs» si distrae per ammirare la bellezza del ragazzo che le porge il cestino in cui si cela l’aspide con cui essa si darà la morte. A questo fantasma, Cleopatràs rivolge sempre più il suo soliloquio, come se in esso si incarnasse il richiamo della vita che, prepotente ed assoluto, ingaggia un corpo a corpo con la pulsione di morte.
In una prepotente contaminazione tra i più disparati elementi di riferimento, Dante e Shakespeare si trovano qui affiancati da ricordi operistici e melodrammatici, ma anche della rivista e dell’avanspettacolo, del cinema e perfino della televisione. Niente però spinge al travestitismo, mentre l’alto tasso di autobiografismo del testo legittima la scelta di un interprete maschile. Totalmente maschili sono infatti la sensibilità, lo sguardo, il linguaggio con cui la voce parlante di questo monologo si rivolge al mondo.

— 5 MAGGIO

Sandro Lombardi legge
ERODIÀS

di Giovanni Testori

Erodiàs costituisce il pannello centrale del trittico con cui il grande scrittore lombardo chiude la sua teatrografia. Si tratta di tre lamenti di morte, il primo dedicato a Cleopatra, l'ultimo alla Madonna. Al centro, una delle eroine su cui più volte era tornato Testori: Erodiade, l'antica concubina di Erode, presa di folle amore per Giovanni Battista, tanto da spingere, furente per il rifiuto oppostole dal «precursore», la figlia Salomè a chiederne la testa.
Scritti durante l’ultima malattia e pubblicati postumi con il titolo di Tre lai nel 1994, questi tre compianti (di Cleopatra sul cadavere di Antonio, di Erodiade sulla testa mozza di Giovanni Battista, di Maria di Nazareth sul corpo martoriato del figlio Gesù) si presentano anche come tre conversazioni con la morte, che le tre donne affrontano in modi diversi.
In un teatrino di qualche cittadina brianzola tra i laghi e i monti, un attore, identificandosi con Erodiade, intona uno strampalato canto funebre. L’antica concubina di Erode inizia il suo lamento rimproverando il Battista di esserle apparso, tra i fumi del crepuscolo, troppo bello e seducente, e rievocando di lui ogni attrattiva, muscoli e randello compresi. Al di là della sua natura di compianto funebre, questo soliloquio è anche un canto d’amore: appassionato, struggente e disperato. Repentini scarti d’umore spostano di continuo il clima scenico dai toni alti della tragedia alla situazione quotidiana, anche baraccona e grottesca, di una stanca «subrettona» dalle bellezze appassite. Lo spettacolo si gioca tutto nel contrasto tra il riferimento biblico col suo sfondo palestinese e la fastosità barocca di un linguaggio che sposta la nota vicenda in un clima guittesco da teatro di varietà. La dimensione profondamente tragica e apocalittica di questo testo non impedisce insomma lo sbocciare di momenti di irresistibile comicità.

— Sandro Lombardi legge
MATER STRANGOSCIÀS

di Giovanni Testori

A chiusura di questo trittico che a suo modo racconta una sorta di Inferno-Purgatorio-Paradiso (terminando il primo pannello con una bestemmia, il secondo con l’attesa di una rivelazione, e il terzo con un 'sì' umile e amorevole alla chiamata del Signore) Testori mette in scene Maria di Nazareth, la quale inizia dichiarando la sua pochezza e scusandosi di essere poco esperta nell’arte della recitazione.
Dopo la situazione anche linguisticamente fastosa e barocca di Erodiàs, ecco questa asceticamente umile di Mater strangosciàs. Tutta proiettata in un clima guittesco da teatro di varietà la prima, e ripiegata nell’abnegazione da 'teatro povero' di una cantina la seconda. Nella loro opposizione i due monologhi necessitano l’uno dell’altro e trovano un’entità individua solo nel loro accoppiarsi. Comune è il riferimento biblico e lo sfondo di una Palestina che si sovrappone agli orizzonti splendidissimi della grande Milano. Comune è l’infittirsi di una sorta di dialogo in cui le due donne danno voce anche agli altri personaggi, interloquendo fittamente la prima con Giovanni Battista, Erode e Salomè, la seconda con il figlio Gesù, i pastori e l’angelo. Man mano che la percezione dell’abisso si fa più stringente, cadono gli ultimi guizzi di guitteria, quelli che ancora permettono a Erodiàs di indulgere in canzonette, in tanghi «e poi anca slou, slou e poi anca rock», mentre la lingua si semplifica e si restringe, sempre più vicina alla cupa oscurità di un dialetto dell’anima.

— INFORMAZIONI:

BOX SANDRO LOMBARDI
4 spettacoli e 2 piacevoli conversazioni con Sandro Lombardi
> € 40,00
Acquistabile on-line e in biglietteria a partire dal 19 settembre 2017

PREZZI BIGLIETTI
posto unico non numerato > € 15,00

Per tutti i biglietti sono previste le seguenti RIDUZIONI:
— SOCI COOP: 20%
— OVER 65 e CONVENZIONI: 30%
— UNDER 25: 40%
— DISOCCUPATI e CASSINT.: 50%
— ACQUISTO ON-LINE: 5% (sul prezzo intero o ridotto)
— LAST MINUTE: 50% sul prezzo intero -non cumulabile con altre riduzioni- acquistando al botteghino nei 15 minuti prima dell'inizio dello spettacolo
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