Objects in the mirror - Roman Ondak @ Base, Progetti Per L'arte, Florence [dal 14 marzo su 30 maggio]

Objects in the mirror - Roman Ondak


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mar
 
- 30
mag
18:00 - 21:00

 Pagina di evento
Base, Progetti Per L'arte
via san niccolo 18 rosso, 50125 Firenze
ROMAN ONDAK / OBJECTS IN THE MIRROR

Inaugurazione mercoledì 14 marzo / ore 18
14 marzo / 21 maggio 2018
BASE / Progetti per l'arte / Via San Niccolò 18r / Firenze

BASE / Progetti per l'arte Arte, presenta mercoledì 14 marzo dalle ore 18 la prima mostra di Roman Ondak a Firenze che, dopo la mostra di Richard Long, rilancia il programma speciale di mostre in occasione del suo Ventesimo anno di attività. L'intervento dal titolo Objects in the Mirror, realizzato appositamente per lo spazio non profit di BASE, conferma l'interesse del famoso artista neo-concettuale slovacco di creare esperienze inedite con cui spostare l'attenzione del pubblico sulle modalità di scoperta, percezione e pratica sia della realtà che dell'esperienza dell'arte.

Objects in the Mirror è il progetto concepito da Roman Ondak per la scatola architettonica di Base e per il pubblico che pratica quel contesto. Il suo approccio spiazzante e rigeneratore si è concentrato, in questa occasione, sulla presenza della porta a vetri e della finestra del luogo. Questi due elementi caratterizzano fortemente lo spazio rendendolo accessibile visivamente all'osservatore anche dalla strada e viceversa, lasciandolo al contempo a distanza di sicurezza al di là del vetro. Il titolo, come specifica l'artista stesso, deriva da: “Objects in the Mirror Are Closer Than They Appear (Gli oggetti nello specchio sono più vicini di quanto appaiono). Questa è la frase che in alcuni paesi deve essere incisa per legge sugli specchietti retrovisori delle automobili. L'avvertimento di sicurezza sollecita il guidatore a fare attenzione al fatto che un tale specchio convesso fa sembrare più piccoli gli oggetti che si riflettono al suo interno”. L’artista, creando una situazione surreale e concreta, immateriale e coinvolgente, punta l'attenzione sulla ri-formulazione delle modalità di interazione del soggetto con un mondo reso globale dalle comunicazioni elettroniche e che appare, potenzialmente, a portata di un click. La sua però non è una critica al sistema, bensì una riflessione sui meccanismi che lo alimentano.

Roman Ondak (Žilina, Slovacchia, 1966; vive e lavora a Bratislava) fin dagli anni '90 ha realizzato installazioni site-specific grazie alle quali fare i conti con l'eredità modernista, ma anche con la pratica concettuale e minimalista degli anni '60 e '70. Con i suoi interventi effimeri che si trasformano in happening spontanei per mezzo dell'idea di delocalizzazione, rappresentazione e duplicazione dell'esperienza, l’artista espande l'attenzione dello spettatore sui gesti della vita di tutti i giorni. Il voler esplorare e attivare un dialogo tra lo spazio dell'arte e quello della vita lo ha portato, infatti, a realizzare opere come Loop per il Padiglione della Repubblica Ceca e della Repubblica Slovacca della Biennale di Venezia del 2009, in cui l’architettura stessa spariva, privata di porte e riempita di piante come se la natura se ne fosse riappropriata, per sottolineare che i principi di divisione nazionale nell’era post-ideologica erano da ripensare radicalmente. Con l'intervento Measuring the Universe, presentato in istituzioni come la Tate Modern di Londra e il MoMA di New York, rimandava alla definizione di nuove esigenze di convivenza al di là delle regolamentazioni politiche internazionali, poiché lo spettatore, segnando la sua altezza sulle pareti dello spazio che ai primi visitatori appariva vuoto se non per la presenza del custode e della lineetta che testimoniava il passaggio dell'artista –, contribuiva in prima persona a creare una costellazione di identità differenti. Le sue mostre pur usando tecniche e display differenti sono tutte accomunate dall'esigenza di trasformarsi in depositi per esperienze individuali e di gruppo. Tra le numerosissime mostre personali internazionali sono da citare GBagency, Paris, 2017; The Arts Club of Chicago, 2017; Kunsten Museum of Modern Art, Aalborg, 2017; South London Gallery, London, 2016; Guangdong Times Museum, Guangzhou, 2015; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid, 2013; Modern Art Oxford, 2011; Padiglione Ceco-Slovacco, Biennale di Venezia, 2009; MOMA, New York, 2009. Tra le Biennali: Biennale di Venezia, 2011 e 2003; Biennale di Mosca, 2013; Biennale di Liverpool, 2008; Biennale d'Arte di Panama, 2008; Biennale di San Paolo, 2006; Biennale di Praga, 2003.

Base / Progetti per l’arte è un’idea di artisti per altri artisti. Base è un luogo unico per la pratica dell’arte in Italia. L’attività, iniziata nel 1998, viene curata da un collettivo di artisti che vivono e operano in toscana e che promuovono, a Firenze, alcuni aspetti tra i più interessanti dell’arte di oggi. Base è un dialogo sulla contemporaneità aperto ad un confronto internazionale. Fino adesso si sono tenute a Base oltre sessanta mostre tra le quali: Sol Lewitt, Marco Bagnoli, Alfredo Pirri, Cesare Pietroiusti, Jan Vercruysse, Niele Toroni, Michael Galasso, Luca Pancrazzi, John Nixon & Marco Fusinato, Heimo Zobernig, Ingo Springenschmid, Paolo Masi & Pier Luigi Tazzi, Antonio Muntadas, Robert Barry, Luca Vitone, Gino De Dominicis, Liliana Moro, Claude Closky, Remo Salvadori, Pietro Sanguineti, Liam Gillick, Massimo Bartolini, Mario Airò, Eva Marisaldi, Rainer Ganahl, François Morellet, Bernhard Rüdiger, Nedko Solakov e Slava Nakovska, Olaf Nicolai, Giuliano Scabia, Kinkaleri, Steve Piccolo & Gak Sato, Rirkrit Tiravanija, Matt Mullican, Michel Verjux, Elisabetta Benassi, Pedro Cabrita Reis, Pietro Riparbelli, Simone Berti, Jeppe Hein, Gerwald Rockenschaub, Jonathan Monk, Peter Kogler, Carsten Nicolai, Surasi Kusulwong, Franz West, Tino Sehgal, Nico Dockx, Grazia Toderi, Armin Linke, Davide Bertocchi, Pierre Bismuth, Olivier Mosset, Stefano Arienti, Erwin Wurm, Thomas Bayrle, Hans Schabus, Maurizio Mochetti, Lawrence Weiner, Amedeo Martegani, Gianni Caravaggio, Piero Golia, David Tremlett, Franco Vaccari, RADICALTOOLS (con Remo Buti, Gianni Pettena, Superstudio, Lapo Binazzi & Ufo, 9999, Zziggurat), Koo Jeong-A, Christian Jankowski, Giuseppe Gabellone, Martin Creed, Ken Lum, Jiri Kovanda, BASEOPEN (con Margherita Moscardini, Francesco Fonassi, Giuseppe Stampone, Giulio Delvè, Marcello Spada, Jacopo Miliani, Riccardo Giacconi, Jaya Cozzani/Marco Andrea Magni/Agostino Osio), Nicole Miller, Luca Trevisani, Richard long che hanno sempre presentato progetti inediti, legati ad una personale lettura dello spazio. Base si propone come uno spazio aperto alla conoscenza degli aspetti più significativi dell’arte di oggi, italiana e internazionale, in una dialettica di segni e linguaggi che concorre a tenere aperto un confronto di idee sulla contemporaneità. Base è promossa da un gruppo aperto di artisti che si avvicendano nella conduzione dell’attività e si prefigge di coinvolgere, in una forma di partecipazione e supporto attivi, un numero sempre più vasto di artisti, studiosi, collezionisti, amici. Base si propone quindi come un necessario luogo di scambio di esperienze e di informazione che fanno parte di un patrimonio comune al quale tutti possono attingere. Base presenta mostre, progetti, confronti e dialoghi, proponendo differenti letture e prospettive su quanto di più interessante accade nell’arte e suoi territori limitrofi. Attualmente fanno parte del collettivo di Base: Mario Airò, Marco Bagnoli, Massimo Bartolini, Vittorio Cavallini, Yuki Ichihashi, Paolo Masi, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Paolo Parisi, Remo Salvadori, Enrico Vezzi.

L’attività è promossa e sostenuta dagli artisti fondatori con il contributo dell’associazione BASExBASE / Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato / Regione Toscana

ENG

ROMAN ONDAK / OBJECTS IN THE MIRROR

OPENING: Wednesday 14 March 14th / 6 PM
14 March / 21 May 2018
BASE / Progetti per l'arte / Via San Niccolò 18r / Firenze

Base / Progetti per l'arte presents the first exhibition of Roman Ondak in Florence on March 14th at 6 pm, which after the exhibition by Richard Long, continues the special program of exhibitions for the occasion of the twentieth year of activity of the artist-run space. The intervention entitled «Objects in the Mirror», created specifically for the non-profit space of BASE, re-affirms the interest of the famous Slovak neo-conceptual artist to create unprecedented experiences with which to shift the public's attention to the methods of discovery, perception and practice both of reality and of the experience of art.

Objects in the Mirror is the project conceived by Roman Ondak for the architectural container of Base and for the public who frequents that context. On this occasion, his displacement and regenerative approach focuses on the presence of the glass door and the window of the place. These two elements strongly characterize the space, making it visually accessible to the observer from outside and inside, and vice versa, leaving it at a safe distance beyond the glass at the same time. The title, as specified by the artist himself, derives from ««Objects in the Mirror Are Closer Than They Appear”. This is the phrase that in some countries must, by law, be engraved on the rear-view mirrors of cars. The safety warning urges the driver to pay attention to the fact that such a convex mirror makes the objects reflected in it look smaller.» The artist, creates a surreal and concrete, immaterial and engaging situation, focused on the re-formulation of the interactive modes of the subject with a world made global by electronic communications – a world that appears potentially within reach with just a click. His is not a criticism of the system, but a reflection on the mechanisms that feed it.

Roman Ondák (Žilina, Slovakia, 1966, lives and works in Bratislava) since the 1990s has created site-specific installations that deal with modernist heritage and with the conceptual and minimalist practices of the 1960s and 1970s. With his ephemeral interventions that transform into spontaneous happenings through ​​delocalization, representation and duplication of experience, the artist expands the viewers’ attention towards the gestures of everyday life. The desire to explore and activate a dialogue between the space of art and that of life led him to create works such as “Loop” for the 2009 Czech and Slovak Pavilion of the Venice Biennale, in which the architecture itself disappeared, deprived of doors and filled with plants, as if nature had re-appropriated it — this to emphasize that the principles of national division in the post-ideological era must be radically rethought. The work “Measuring the Universe”, 2007, presented at Tate St. Ives and MoMA in New York, proposed new modes for coexistence beyond international political regulations. The viewer, entering in what seemed to be an empty space except for the presence of the caretaker and the initial dash left by the artist, marked his height on the wall, contributing in first person to the creation of a constellation of different identities. Ondak’s exhibitions, though using different techniques and presentations, all share the need to transform themselves into repositories for individual and group experiences. Among the many international personal exhibitions of mention: gb agency, Paris, 2017; The Arts Club of Chicago, 2017; Kunsten Museum of Modern Art, Aalborg, 2017; South London Gallery, London, 2016; Guangdong Times Museum, Guangzhou, 2015; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid, 2013; Modern Art Oxford, 2011; Czech and Slovak Pavilion, Venice Biennale, 2009; MOMA, New York, 2009. Among the Biennials: Venice Biennale, 2011 and 2003; Moscow Biennial, 2013; Liverpool Biennial, 2008; Biennial of Art in Panama, 2008; Biennial di San Paolo, 2006; Prague Biennial, 2003.

Base / Progetti per l'arte is an idea of artists for artists. Base is a unique place for art practice in Italy. The activity, begun in 1998, is curated by a collective of artists who live and work in Tuscany, promoting in Florence, some of the most interesting aspects of art today. Base is a dialogue on contemporaneity open to an international discourse. Since its foundation, there have been more than sixty exhibitions including: Sol Lewitt, Marco Bagnoli, Alfredo Pirri, Cesare Pietroiusti, Jan Vercruysse, Niele Toroni, Michael Galasso, Luca Pancrazzi, John Nixon & Marco Fusinato, Heimo Zobernig, Ingo Springenschmid, Paolo Masi & Pier Luigi Tazzi, Antonio Muntadas, Robert Barry, Luca Vitone, Gino De Dominicis, Liliana Moro, Claude Closky, Remo Salvadori, Pietro Sanguineti, Liam Gillick, Massimo Bartolini, Mario Airò, Eva Marisaldi, Rainer Ganahl, François Morellet, Bernhard Rüdiger, Nedko Solakov e Slava Nakovska, Olaf Nicolai, Giuliano Scabia, Kinkaleri, Steve Piccolo & Gak Sato, Rirkrit Tiravanija, Matt Mullican, Michel Verjux, Elisabetta Benassi, Pedro Cabrita Reis, Pietro Riparbelli, Simone Berti, Jeppe Hein, Gerwald Rockenschaub, Jonathan Monk, Peter Kogler, Carsten Nicolai, Surasi Kusulwong, Franz West, Tino Sehgal, Nico Dockx, Grazia Toderi, Armin Linke, Davide Bertocchi, Pierre Bismuth, Olivier Mosset, Stefano Arienti, Erwin Wurm, Thomas Bayrle, Hans Schabus, Maurizio Mochetti, Lawrence Weiner, BASETALKS(!) (Gum Studio, Brown Project Space, 26cc, Sottobosco, Trastevere 259), Amedeo Martegani, Gianni Caravaggio, Piero Golia, David Tremlett, Franco Vaccari, RADICALTOOLS (UFO, Gianni Pettena, Archizoom, Zziggurat, Remo Buti, 9999, Superstudio), Koo Jeong-A, Christian Jankowski, Giuseppe Gabellone, Martin Creed, Ken Lum, BASEOPEN (Margherita Moscardini, Francesco Fonassi, Giuseppe Stampone, Giulio Delvé, Gaia Geraci, Marcello Spada, Jacopo Miliani, Riccardo Giacconi, Jaya Cozzani / Marco Andrea Magni / Agostino Osio), Jiří Kovanda, Nicole Miller, Luca Trevisani, Richard long who have presented new projects conceived for the space. Currently the Base artist collective is: Mario Airò, Marco Bagnoli, Massimo Bartolini, Vittorio Cavallini, Yuki Ichihashi, Paolo Masi, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Paolo Parisi, Remo Salvadori, Enrico Vezzi.

Base / Progetti per l'arte is a non profit artist-run space whose activity, coordinated by Lorenzo Bruni, is promoted and sustained by founding artists / Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci / BASExBASE Association / Regione Toscana.
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