Frédéric Bruly Bouabré: Connaissance du Monde // BHMF @ SACI: Studio Arts College International Florence, Florence [dal 8 febbraio su 1 marzo]

Frédéric Bruly Bouabré: Connaissance du Monde // BHMF


137
8
feb
 
- 1
mar
18:00 - 17:00

 Pagina di evento
SACI: Studio Arts College International Florence
Palazzo dei Cartelloni, Via Sant’Antonino, 11, 50123 Firenze
Frédéric Bruly Bouabré: Connaissance du Monde
curated by Antonella Pisilli in collaboration with Kyo noir Gallery for
Black History Month Florence BHMF

SACI Gallery
Via Sant'Antonino 11, Florence
February 8-March 1, 2018
Opening: Thursday, February 8 at 6 pm

(Italiano ↓)

Connaissance du Monde, an exhibition of works by Frédéric Bruly Bouabré of the Ivory Coast, curated by Antonella Pisilli, opens on Thursday, February 8th at the SACI Gallery as part of the third edition of Black History Month Florence.

Speaking before the UNESCO Assembly in 1962, the writer Amadou Hampâté Bâ said: “In Africa, every time an elderly person dies it is as if a library burns down.” When Frédéric Bruly Bouabré died on January 28, 2014, a wealth of knowledge was forever lost, but over the course of his long life, the artist left us with thousands of “feuilles volages,” postcard-sized drawings that serve as the evidence of his important work and as a trace of the universal knowledge of the world.

Born in Zepregue, Daloa in 1921 (though his official documents state 1923), Bouabré worked incessantly throughout his life to impart the knowledge of the universe, first to the people of his region and then to the world, concerning himself with all fields of thought. He was a writer, artist, storyteller, philosopher, thinker, mystic, inventor, researcher, pacifist, teacher, poet, communicator, prophet, scholar, visionary, observer, documentarist, and archivist of the world around him.

The work of Frédéric Bruly Bouabré began with a vision: the “Vision du soleil.” On Thursday, March 11, 1948 the sky parted and before his eyes the sun divided into seven colored spheres forming a beautiful circle around the mother sun. In that instant Bouabré became Cheik Nadro, “He who does not forget."

From the moment of his first revelation, he began to make small drawings of everything that he saw hidden in the surface of things, from the forms on fruit peels, to the images in newspapers, to everything that he thought was necessary to create an archive of the world, a task that he tirelessly pursued for sixty years, whose results he collected as an encyclopedia titled “Connaissance du monde.”

Beyond drawing, Frédéric Bruly Bouabré also dedicated himself to writing, inventing a new alphabet of syllables that could be used to transcribe spoken language into written text.

Frédéric Bruly Bouabré recounted hearing that in Bekora, a village near Dalao, there were little black bowls that were famous for their beauty. He went to Bekora to find them and noted that they seemed sculpted, as if they were elements of an ancient language. While he was there he heard a voice in a dream that told him to give names to the symbols that he recognized. Following this second revelation, he steadfastly worked to find a correspondence between sound and symbol, drawing out a total of 500 syllables. He called this system of writing the Bété alphabet.

This work reflects the universal thought of Frédéric Bruly Bouabré, in which all men are brothers and should understand one another through the use of the same alphabet. Until his death, the “new Champollion," with a ball point pen and colored pencils, continued the task of transcribing everything from poetry and traditional Bété stories, to cosmic mythology, to the latest events of international politics.

In 1958, when the anthropologist and naturalist Théodore Monod, director of the French Institute in Africa published his syllabary, Frédéric Bruly Bouabré began to gain renown outside of his village. Discovered by André Magnin in 1989, his work was presented for the first time in Europe at the exhibition “Magiciens de la terre,” which was followed by numerous international exhibitions and greater recognition, making him one of the most significant African artists in the international art world.

The film “Nadro” (1998), directed by Ivana Massetti, will be shown during the exhibition. The fascinating visual style takes the viewer through the fundamental stages of Bouabré’s life. Speaking about the film, Ivana Massetti explains, “The film captures all that will not exist in the next millennium. We will never see any of this again. In the near future, this figure will pass into the iconography that will be studied and communicated on the Internet, the virtual image of a virtual reality. In the film, man and artist coexist. In the film, his face is there – his obstinate expression, his gaze, his voice. A real presence, not an echo. It is the joy, the warmth and the beauty of an encounter. Our encounter. The completion of a journey. A journey of initiation in which the gaze of the disciple magnifies the master, stories that are possible only between human beings.”

The works are part of the Kyo Noir Collection of contemporary African art.

SACI Gallery
Palazzo dei Cartelloni
Via Sant'Antonino 11
FIorence
tel. 055 289948 / [email protected]
Hours: M-F 9am-7pm / S-S 1-7pm


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Frédéric Bruly Bouabré: Connaissance du Monde
a cura di Antonella Pisilli in collaborazione con Kyo noir Gallery
per l'occasione di Black History Month Florence

SACI Gallery
Via Sant'Antonino 11, Firenze
8 Febbraio — 1 Marzo 2018
Inaugurazione: Giovedì, 8 Febbraio alle ore 18

Giovedì 8 febbraio alle ore 18, si inaugura, in occasione della III edizione del BHMF Black History Month Florence presso la SACI Gallery, la mostra Connaissance du Monde dell'artista ivoriano Frédéric Bruly Bouabré a cura di Antonella Pisilli.

Lo scrittore Amadou Hampâté Bâ davanti all'assemblea dell'Unesco nel 1962 disse: “In Africa ogni volta che un anziano muore è come se bruciasse una biblioteca.

Quando il 28 gennaio del 2014 è morto Frédéric Bruly Bouabré un patrimonio di conoscenza si è perso per sempre, ma nella sua lunga vita, l'artista ci ha donato migliaia di “feuilles volages” disegni in formato cartolina che rimangono a testimoniare il suo importante lavoro e hanno lasciato una traccia del sapere universale del mondo.

Nato a Zepregue Daloa ufficialmente nel 1923, ma in realtà nel 1921, nella sua lunga vita ha lavorato incessantemente ogni giorno per trasmettere al suo popolo prima e al mondo poi, la conoscenza dell'universo, occupandosi di tutti campi del sapere, fu scrittore, artista, narratore, filosofo, saggio, mistico, inventore, ricercatore, pacifista, insegnante, poeta, comunicatore, profeta, studioso, visionario, osservatore, documentarista e archivista del mondo che lo circondava.

Il lavoro di Frédéric Bruly Bouabré inizia con una visione: la “Vision du soleil”. Giovedì 11 marzo del 1948 si aprì nel cielo, davanti ai suoi occhi il sole che si divise in altri sette sfere colorate e descrisse un cerchio di bellezza intorno alla madre sole, in quell'istante Bouabré diventò Cheik Nadro, 'Colui che non dimentica'.

Dal momento della rivelazione ha iniziato a disegnare su delle piccole cartoline tutto ciò che era nascosto sulla superficie delle cose, dalle forme sulle bucce dei frutti, alle immagini dei giornali, a tutto ciò che vedeva e che pensava fosse necessario per archiviare il mondo, un lungo lavoro, perpetuato per 60 anni che ha raccolto in un'enciclopedica opera dal titolo “Connaissance du monde”.

Frédéric Bruly Bouabré, si è dedicato oltre che al disegno anche alla scrittura perché voleva che la lingua parlata venisse trascritta e diventasse testo scritto, per questo inventa un alfabeto.

Frédéric Bruly Bouabré racconta che nel villaggio vicino a Daloa, a Bekora, c'erano dei piccoli ciottoli neri molto famosi per la loro bellezza, andò a Bekora e li prese, sembravano scolpiti e pensò fossero elementi di una scrittura antica. In quegli stessi giorni feci un sogno e una voce gli rivelò di pronunciare, al risveglio, il nome dei segni che aveva riconosciuto. Da questa seconda rivelazione riuscì con fatica e molto lavoro a trovare l'equivalenza tra suoni e segni e da lì disegnò 500 sillabe. Questa totalità è ciò che chiama un sistema di scrittura, l'alfabeto Bété.

Questo lavoro riflette il pensiero universale di Frédéric Bruly Bouabré, in cui tutti gli uomini sono fratelli e tutti dovrebbero capirsi l'un l'altro attraverso l'uso di una medesima scrittura.

Il «nuovo Champollion», ha continuato fino alla sua morte con penna a biro e matite colorate il lavoro di trascrizione della poesia e della narrazione tradizionale Bété e raccontato storie, dalla mitologia cosmica fino agli ultimi avvenimenti della vita politica internazionale.

Dal 1958 quando l'antropologo e naturalista francese Théodore Monod, direttore dell'Istituto francese in Africa pubblicò il suo sillabario, Frédéric Bruly Bouabré ha cominciato ad essere conosciuto fuori dal suo villaggio. Scoperto da André Magnin nel 1989 il suo lavoro venne presentato per la prima volta in Europa alla mostra “Magiciens de la terre” e da lì in un'escalation di esposizioni internazionali e di riconoscimenti lo hanno decretato uno degli artisti africani più significativi del panorama artistico internazionale.

Durante la mostra verrà proiettato il film “Nadro” (1998) della regista Ivana Massetti, la quale con un affascinante stile visivo, ci conduce nelle tappe fondamentali della vita di Bouabré. Ivana Massetti del suo film dice: “Il film cattura tutto ciò che non esisterà più nel prossimo millennio. Tutto questo non lo rivedremo mai più. Nel prossimo futuro, questa figura entrerà a far parte di un’iconografia che sarà studiata e comunicata su Internet, l'immagine virtuale di una realtà virtuale. Nel film, l'uomo e l'artista coesistono. Nel film, il suo volto è lì — la sua espressione ostinata, il suo sguardo, la sua voce. Una presenza reale, non un eco. E’ la gioia, il calore e la bellezza di un incontro. Il nostro incontro. Il compimento di un viaggio. Un viaggio di iniziazione, in cui lo sguardo del discepolo magnifica il maestro. Storie possibile solo tra esseri umani”.

Le opere esposte fanno parte della Collezione di arte contemporanea africana Kyo Noir.

SACI Gallery
Palazzo dei Cartelloni
Via Sant'Antonino 11
Firenze
tel. 055 289948 / [email protected]
Orario: Lunedì-Venerdì 9-19 / Sabato-Domenica 13-19
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