In direzione ostinata e contraria @ Simultanea Spazi d'Arte, Florence [dal 7 su 19 luglio]

In direzione ostinata e contraria


36
7 - 19
luglio
17:30 - 19:00

 Pagina di evento
Simultanea Spazi d'Arte
Via San Zanobi 45 rosso, 50129 Firenze
Simultanea Spazi d’Arte

In direzione ostinata e contraria

Giuseppe Castelli / Paolo Loli / Manuela Masi / Alessio Mazzarulli / Nicola Paglia
Susanna Strapazzini / Alice Tamburini

Dal 7 al 19 luglio

Opening venerdì 7 luglio ore 17.30

Via San Zanobi 45 rosso — Firenze

In direzione ostinata e contraria: recita così il verso di una canzone di Fabrizio De Andrè, dove, celebrando il coraggio e la follia di quanti navigano controvento, il celebre cantautore si augura che questi “servi disobbedienti alle leggi del branco” vengano aiutati dalla fortuna. Un auspicio che questa mostra — in corso dal 7 al 19 luglio nello spazio curatoriale fiorentino Simultanea Spazi d’Arte — condivide, mettendo in luce le motivazioni che spingono i sette artisti selezionati per l’occasione — Giuseppe Castelli, Paolo Loli, Manuela Masi, Alessio Mazzarulli, Nicola Paglia, Susanna Strapazzini e Alice Tamburini — ad operare in direzione ostinata e contraria. Le ragioni sono diverse e spaziano dagli aspetti tecnico — formali, come l’uso di materiali non convenzionali e la rilettura di generi tradizionali quali il nudo o il ritratto, alla scelta di temi che vanno dal sociale all’ecologia, proponendo un’idea dell’arte come strumento per risvegliare la coscienza critica del nostro tempo. Alla prima categoria appartengono le opere dell’artista fiorentino Giuseppe Castelli incentrate sui valori tattili e cromatici della materia. Le lastre metalliche cucite sul supporto recano segni di usura, escrescenze e lacerazioni che il colore, spesso impastato con il cemento, interviene a compensare, quasi dissimulando la sua natura pittorica per assumere invece l’aspetto di una materia segnata a sua volta dal tempo. Le opere della serie Emoticons del fotografo romano Paolo Loli indagano il concetto di identità nel mondo globalizzato e post-moderno ricorrendo alla chiave dell’ironia. All’esibizione del corpo nudo corrisponde, per contrasto, l’occultamento del volto o per meglio dire la sua dissimulazione dietro una delle tante “faccine” — gli emoticons, appunto — di cui quotidianamente giovani e meno giovani si avvalgono per comunicare umori e stati d’animo sui social network o tramite sms. Così facendo, Loli rimarca non solo la “virtualità” dei rapporti umani e del racconto identitario nell’era di internet, ma evidenzia anche l’efficacia icastica dei segni che compongono i linguaggi del presente, in una continua moltiplicazione di codici e messaggi. L’artista fiorentina Manuela Masi affronta il tema dell’ambiente inquadrandolo nel paesaggio urbano, dove la presenza di rifiuti minaccia lo spazio concesso alla natura. Sacchetti di plastica impigliati agli alberi assumono l’aspetto di uccelli variopinti, i quali diventano “elettrici” quando, poggiandosi sui fili della luce, perdono i propri colori e quindi anche la vita. Non passa inosservata la varietà di materiali impiegati, alcuni dei quali prelevati dalla natura (legno e sabbia), altri invece prodotti dall’uomo (plastica e ferro). Nelle opere di Alessio Mazzarulli la tela diventa luogo di stratificazioni cromatiche ed erosioni materiche che allontanano i volti raffigurati in una dimensione lontana nel tempo e nella memoria. Immagini affiorate dal ricordo o dal sogno e consegnate al presente con il loro carico di suggestioni poetiche. All’emozione del colore, l’artista pescarese aggiunge l’evidenza del rilievo plastico, in una sovrapposizione di passaggi che accentuano e moltiplicano le aperture di significato. I collage di Nicola Paglia, artista modenese, sono acute e spesso ironiche riflessioni sulla realtà umana e sul modo di vedere e di considerare le cose. Il suo intento è affinare la percezione visiva dell’osservatore, stimolandone il pensiero e la capacità critica. «Il mio lavoro — afferma — parte ponendomi una domanda rielaborata poi in maniera iconica utilizzando elementi che hanno il compito di innescare un processo metacomprensivo in chi lo guarda: gli elementi proposti devono servire da guida per una riflessione più ampia sul testo della domanda che viene sempre palesata accompagnando il collage. Oltre al modo tradizionale della costruzione di un collage, quindi destrutturare immagini per ricostruire un successivo concetto, mi sono accorto che mi diverte e sento espressivo un metodo di inserzione di parti, una decostruzione programmata di due o più immagini in modo da risultare un mash-up, orientato oltre che alla risposta allo spaesamento della vista». Attenta indagatrice dell’animo umano, Susanna Strapazzini, pittrice e poetessa urbinate, affronta due temi tanto attuali quanto universali: le migrazioni e la maschera. Da un punto di vista strettamente pittorico, entrambi i soggetti sono resi colmando lo spazio dipinto di figure, oggetti ed arcane presenze, in una sorta di horror vacui che ben esemplifica il continuo evolversi e mutarsi degli stati interiori e mentali. «Passo per «la» strada contraria e ribelle con sguardo umile e anonimo», scrive Susanna Strapazzini. «A mia insaputa — prosegue — attraggo traiettorie inconsuete; le «percorro» con il gusto del nuovo, e più mi libero dai binari da altri tracciati e stanchi di esistere più mi addentro in un viaggio circolare. Non importa la scelta sulla partenza perché la meta comune non è nel destino del mio arrivo. Registro e racconto col mio lavoro un vissuto in cui i temi cari sono il viaggio dell'uomo e la voglia di appartenere alla specie umana senza nulla escludere, dove anche il tema della memoria e della perdita sono compresi. Solo intuendo il valore dell'essere possiamo permetterci di perderci. Decido di dare più valore al passaggio, e gusto con passo nuovo il percorso apparentemente distorto agli occhi dei sistemi così giungo all'origine e all'essenza evitando di confondermi». I volti e le figure di Alice Tamburini, artista forlivese, mutano l’essere umano in una creatura visionaria ed allucinata, immersa nel sogno o in un universo parallelo, dove regnano l’enigma e il silenzio. Donne dall’aria trasognata, volti dall’espressione evasiva ed astratta, esseri che sfuggono ad una sola chiave di lettura in nome di una complessa molteplicità interiore.

Idealisti, ribelli, sognatori, indomiti sperimentatori: diversi modi d’intendere l’arte e di viverla che questa mostra si propone di raccontare, nella convinzione che “disubbidire alle leggi del branco” sia l’unico modo, nell’arte come nella vita, per dirsi veramente liberi.

La mostra, con inaugurazione venerdì 7 luglio alle ore 17.30, si potrarrà fino al 19 dello stesso mese e sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 19.00. Sabato apertura su appuntamento.

Simultanea Spazi d’Arte
Spazio curatoriale, Ass. artistico — culturale
via San Zanobi 45 rosso, 50129 Firenze
simultanespazidarte.blogspot.com simultaneaspazidarte@gmail.com

Fb: Simultanea Spazi d’Arte e Simultanea Spazi d’Arte (Official English and Spanish)
Twitter: arte@simultanea Instagram: simultaneaspazidarte



Giuseppe Castelli (1966) vive e lavora a Firenze. Nel 2007 una sua opera è stata premiata al Gran Prix Internazionale Il Bronzino all’Accademia Il Marzocco a Firenze. Ha esposto in Toscana (Firenze, Siena, San Miniato, Capraia Fiorentina, Donoratico, Viareggio, Bolgheri, Lido di Camiore, Certaldo Alto) e in altre città italiane (Venezia, Torino, Parma).

Paolo Loli, romano, fotografo professionista, fonda nel 2008 lo Studio Fotografico In and Out e nel 2010, insieme ad un gruppo di amici, il circolo fotografico L'Altro Scatto di Roma. Dalle formiche alle stelle: questo ama ripetere quando gli si chieda quali siano i suoi soggetti, senza trascurare la fotografia di viaggio e di eventi ma soprattutto restando legato alla ritrattistica e alla fotografia naturalistica. Mostre fotografiche, premi in concorsi nazionali e internazionali, copertine di rivista, docente di fotografia e giurato in concorsi nazionali di fotografia: sono solo alcuni dei traguardi raggiunti. Socio FIAF dal 2008 e FIAP dal 2013, attualmente riveste sempre per FIAF l'incarico di delegato provinciale per Roma Città. Dal 2014 è collaboratore del Dipartimento Didattica (DID) della FIAF; nello stesso anno ottiene l'onorificenza di AFI (Artista Fotografo Italiano).

Manuela Masi è nata a Firenze, dove si è diplomata in pittura all’Accademia di Belle Arti ed insegna Discipline grafiche e Pittoriche al Liceo Artistico di Porta Romana. Espone dagli anni Settanta, allestendo mostre personali e collettive in varie gallerie e centri culturali fiorentini e non solo. Tra queste si ricordano: 1993, Polittico, Istituto Francese (Firenze), a cura di Andrea Del Guercio; Interni d’artista — Bordeline’93 — Monteciccardo, a cura di Andrea Del Guercio; 1996, Il luogo, la memoria, il quotidiano, ex Chiesa dei Barnabiti (Firenze); 1998, Manodopera in nero, Centro Culturale Conteiner (Firenze); Microart, Galleria La Corte (Firenze); 2014, Due sguardi due realtà, personale, Galleria Donatello (Firenze); 2016, L’Arte in tavola, Palazzo Bastogi (Firenze).

Alessio Mazzarulli vive e lavora a Pescara. Esordisce in ambito artistico nel 1998, dedicandosi sia alla pittura sia all’arte plastica. Dopo una pausa dovuta al completamento degli studi universitari, nel 2014 riprende a dedicarsi alla pittura, che lo vede spaziare dal paesaggio urbano a quello naturalistico, con alcuni cicli dedicati alla figura umana. Ha preso parte a diverse mostre collettive tra Roma, Salerno e Firenze.

Nicola Paglia (1982), diplomato in contrabasso all’Istituto di Studi Superiori Musicali Vecchi — Tonelli di Modena e laureato all’Università di Modena e Reggio Emilia, dopo un’intensa attività come musicista, che lo ha visto collaborare con varie orchestre e gruppi da camera regionali, in tempi recenti si è avvicinato alla tecnica del collage, spinto anche dalla passione collezionistica per le riviste d’epoca (1900 -1970) e le collane monografiche di artisti famosi. Vive e lavora a Modena.

Susanna Strapazzini (1968), diplomata alla Scuola del Libro di Urbino e all’Accademia di Belle Arti della stessa città, vive e lavora a Pesaro. Artista eclettica, si divide tra pittura, fotografia e poesia, linguaggi speculari di una lettura controcorrente della realtà. Molte le mostre realizzate in questi anni, spesso accompagnate da un laboratorio di approfondimento del progetto espositivo. Tra le più importanti si segnalano: 2004, Museo della Musica (Roma), Trevi Flash Art Museum (Trevi), Biblioteca Civica (Miami, Florida; selezionata Premio Celeste — sezione studenti); 2005, Palazzo Ducale (Urbino); 2007, Palazzo Gradari, presentazione libro d’arte proiettato (Pesaro); 2008, Centro Arti Visive Pescheria, personale (Pesaro); 2009, Galleria De Vlamming, (Den Haag, Olanda); 2010, Kunstsalon (Eindhoven); 2012, B.A.M., personale di pittura e fotografia (Porretta Terme); Proartis, personale di fotografia e presentazione di Il mio primo corso di fotografia e del video Gli scatti della memoria (Pesaro); 2013, Modern Art Museum Ca’ La Ghironda (Zola Pedrosa, Bologna); 2014, Podere Forte, personale (Rocca d’Orcia, Siena); 2016, Galleria ART 65, mostra personale e laboratorio (Pesaro).

Alice Tamburini (1984) vive e lavora a Cesena. Dopo aver conseguito la maturità artistica all'Istituto Statale d'Arte di Forlì, si diploma all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Espone fin da giovanissima e tra le numerose mostre, sia personali che collettive, realizzate in questi anni si segnalano le più recenti: Oratorio di San Sebastiano (Forlì), Rocca di Senigallia, Palazzo del Ridotto ed ex Pescheria a Cesena. Ha vinto il terzo premio Biennale d'Arte Romagnola al Palazzo del Ridotto di Cesena e premio per la pittura città di Cesena a Palazzo Ghini, ex pescheria Cesena. Collabora con gallerie di Firenze e di Ferrara ed alcune opere stanno partecipando a varie Art Fairs negli USA.
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